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Il Comune di Portici ha approntato una strategia di emersione dall’abusivismo edilizio, differenziata a seconda che si tratti di interventi per i quali è stato presentato domanda di condono edilizio (ovvero domanda di sanatoria straordinaria ai sensi del titolo IV° della legge 347/85, o dell’art. 39 della legge 724/94 o infine dell’art. 32 della legge 326/2003), per le quali occorre emettere i provvedimenti definitivi, o si tratti invece  di opere edilizie abusive che non possono fruire di sanatoria edilizia e per le quali si deve procedere alla restituzione in pristino. 


Un caso a parte è rappresentato dagli abusi cosiddetti "formali" per i quali è possibile procedere all’accertamento di conformità di cui all’art. 36 del T.U. Edilizia, dietro corresponsione di una sanzione pecuniaria. 

Si parte illustrando  sinteticamente l’azione di contrasto degli abusi formali, e di seguito ad illustrare analiticamente l’emersione degli abusi sostanziali (oggetti di condono o da sanzionare con la demolizione).
 
 

Il Programma Integrato Urbano PIÙ Europa si pone come obiettivo prioritario dimigliorare le condizioni di vivibilità delle città campane, mediante azioni materiali, quali interventi volti alla riqualificazione di parti del tessuto urbano, ed azioni immateriali, quali piani di comunicazione ed azioni formative per la popolazione e per i principali attori presenti sul territorio.

 

In questa prospettiva, la progettualità definita dal Programma Integrato Urbano PIÙ EUROPA potrebbe implicare degli impatti sull’ambiente e sulle risorse naturalistico- ambientali e paesaggistiche, storico-culturali e socio-economiche presenti sul territorio, tali da prevedere la Valutazione Ambientale Strategica, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 4/2008.

 

Infatti, ai sensi dell’ art.6, comma 1 del D.Lgs 4/2008, la Valutazione Ambientale Strategica riguarda “i Piani ed i Programmi che possano avere impatti significativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale”, ed il procedimento di VAS deve essere articolato ai sensi dell’ art.13 del D.Lgs 4/2008 se il Programma Integrato Urbano PIÙ Europa del Comune di Portici preveda impatti significati sulle risorse ambientali, storico-culturali, e socio-economiche. Inoltre, l’art. 6, comma 3, del D.Lgs 4/2008 specifica che “per i Piani e Programmi (…) che determinano l’uso di piccole aree a livello locale (…) la valutazione ambientale è necessaria qualora l’autorità competente valuti che possano avere impatti significativi sull’ambiente”; secondo quanto disposto all’art.12 dello stesso decreto, si stabilisce che “l’autorità procedente trasmette all’autorità competente (…) un rapporto preliminare comprendente una descrizione del piano o programma e le informazioni e i dati necessari alla verifica degli impatti significativi sull’ambiente dell’attuazione del piano o programma (…)”.

 

In particolare, qualora dal Rapporto preliminare emerga che gli interventi di recupero e riqualificazione urbana previsti dal Programma Integrato Urbano non abbiamo effetti significati su tutte le componenti ambientali, ma anzi siano in grado di migliorare lo stato dell’ambiente favorendo le condizioni di sostenibilità ambientale, la redazione della VAS non sarà considerata necessaria. Tenendo conto delle indicazioni riportate dal decreto n.419 del 04/11/2009 della Giunta Regionale della Campania, “Asse 6 – Ob. op. 6.1 Città Medie. Approvazione procedura di verifica di coerenza del PIÙ Europa alla VAS del PO FERS 2007–2013”, si può ritenere ridondante la compilazione di un Rapporto Ambientale del Programma Integrato Urbano PIÙ Europa di Portici, mentre risulta necessaria una verifica di coerenza dello stesso Programma con gli obiettivi ambientali del PO FERS 2007–2013, in particolare con riferimento alla relativa VAS.

 

Infatti, il Programma Integrato Urbano PIÙ Europa deriva dal Programma PO FERS 2007-2013, per cui è stato redatto un Rapporto ambientale nell’ambito del processo di Valutazione Ambientale Strategica attivato.

ll Documento di Orientamento Strategico (DOS), approvato in C.C. nel maggio 2009, contiene anche, sulla base di quanto previsto dalla D.G.R. n. 1558 pubblicata sul BURC n. 43 del 2008, la definizione di un Preliminare di Programma Integrato Urbano - PIU’ Europa, indirizzato adun’Area Bersaglio ben precisa.

 

In particolare tale area è stata individuata in quanto comprensiva dei luoghi e degli interventi fra i più emblematici ed importanti delle strategiedi sviluppo comunali, essendo inserita in ben tre dei quattro Progetti strategici descritti nel DOS1. La varietà e la complessità degli interventi previsti in tale area è ovviamente ancorata, sotto il profilo economico e finanziario, ad un’architettura che fa riferimento a fondi articolati, soprattutto ad Assi ed Obiettivi Operativi del POR diversi dal 6.1 – Città medie (i principali sono: 4.6 Sistema della metropolitana regionale, 4.8 - La Regione in porto, 1.9 -Beni e siti culturali) integrati da risorse private.

 

Questa complessità ed integrazione, che costituisce generalmente la ricchezza e la forza sia di un programma integrato sia dell’Area bersaglio, potrebbe per altri versi rappresentare un elemento di rallentamento e di difficile controllo nella gestione del Programma, sia a causa dell’ambizione di alcuni progetti, sia perla differenziazione dei tempi e delle procedure di attivazione dei finanziamenti connessi aidiversi assi del POR.

 

Per questi motivi, di concerto con il settore regionale di competenza, l’Amministrazionecomunale ha deciso di semplificare il PIU’ EUROPA limitandolo ai soli interventi che si avvalgono dei fondi FESR relativi all’Obiettivo Operativo 6.1 e ai relativi cofinanziamenti privati e comunali, pur mantenendo la stessa Area bersaglio dove gli ulteriori interventiprevisti rimangono parte del DOS e sono oggetto di azioni parallele dell’Amministrazione comunale (la passeggiata lungo la linea di costa, oggetto del “Protocollo d’Intesa tra Regione Campania e Comune di Portici per la riqualificazione del waterfront di Portici” sottoscritto il 30.10.2009; Realizzazione della Galleri Fotovoltaica di copertura della linea ferroviaria fra tra viale Camaggio e Villa d’Elbeuf attraverso il Partenariato Istituzionale fra i comuni della fascia costiera vesuviana - Patto di Reciprocità, in corso di perfezionamento).

Il PIU’ Europa della Città di Portici è fondato sull’idea forza del Miglio della Conoscenza e della crescita dei centri universitari di ricerca e innovazione come parte integrante della strategia territoriale della costa vesuviana e della terza area metropolitana italiana. L’area bersaglio del PIU’ Europa ha come spina dorsale l’armatura urbana storica del Miglio d’Oro e si spinge fino alla linea di costa, secondo le linee programmatiche che definiscono tre insiemi di opere ed interventi: PIU’ Natura, PIU’ Storia e PIU’ Comunita’.

La volontà dell’Amministrazione e della comunità è di riconquistare la continuità naturalistica e storica fra il mare e il vulcano soprattutto attraverso la valorizzazione delle grandi architetture settecentesche delle ville, dei giardini e della Reggia, emblematico monumento di arte e natura, per elevare la qualità della vita migliorando gli spazi della scena e della forma urbis. Attraverso la cura e la valorizzazione delle cortine stradali e degli edifici storici abbandonati, da destinare a funzioni sociali, il programma si arricchisce di significati simbolici dell’attenzione che un’Amministrazione rivolge ai cittadini, figli della città – madre.

Ricucire il fronte del mare alla Via Regia delle Calabrie prima, e al vulcano, poi, facendo delle esigenze della collettività di attrezzature pubbliche e di servizi collettivi una ragione fondamentale, ha rappresentato la sfida principale del Programma PIU’ Europa per definire lo scenario sociale, urbano e paesaggistico della Città di Portici per il secolo appena iniziato.

L’insieme degli interventi che costituisce la concreta dimensione della trasformazione urbana avviata, nella piena consapevolezza della necessità della permanenza dei segni dell’eredità storica di straordinaria importanza di questo tratto della costa alle pendici del Vesuvio, è composto dalla riqualificazione del tracciato storico settecentesco del Corso Garibaldi e Via Università e delle tre piazze principali: Piazza San Ciro, Piazza dei Principi Lancellotti e Piazza del Tribunale e della quarta Piazza del Granatello a mare. La valorizzazione dei tracciati viari settecenteschi del Miglio d’Oro si coniuga, dunque, alla progettazione delle nuove piazze e al restauro delle cortine edilizie per ricomporre la scenografia urbana in un progetto unitario.

Tra gli interventi puntuali delle cortine edilizie si evidenzia la facciata del Palazzo Valle, attuale sede della Scuola di Polizia Penitenziaria e nelle immediate vicinanze dell’ingresso al Sito Reale di Portici, sede della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

Gli interventi previsti nel programma per il miglioramento della connessione del Corso Garibaldi al mare si esplicitano nella progettazione di soluzioni di mitigazione dell’impatto costituito dal tracciato ferroviario costiero, causa principale del degrado della fascia costiera dell’ultimo secolo. Tali interventi si riferiscono a sottopassi ferroviari in località Camaggio, La Bagnara e Pietrarsa con la realizzazione di spazi urbani di qualità per la fruizione del nuovo Lungomare e il miglioramento dell’accessibilità alla fascia costiera.

Il rafforzamento dei centri di ricerca e delle sedi universitarie è previsto attraverso il riuso della Villa Caposele e del parco in prossimità di Villa Mascolo, già restaurata come museo e centro per le attività culturali e di formazione connesse all’artigianato artistico, e del Parco verde per cui è stato progettato il “Teatro di Verzura”, come tipico teatro all’aperto dei parchi delle residenze aristocratiche di tradizione italiana oltre che vesuviana.

Ulteriori interventi previsti nel programma sono rivolti soprattutto alla politica sociale; si tratta in particolare della ristrutturazione edilizia dell’edificio di Via Lagno per la realizzazione di un centro sociale, soprattutto dedicato alle famiglie, e del restauro dell’edificio seicentesco in Vico Ritiro (ex Opera Pia), che prevede la realizzazione di centro di aggregazione attrezzato anche per diversamente abili e di  un ostello della gioventù al piano superiore.