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20 Novembre 2020

Air Heritage: la selezione dei punti di monitoraggio della qualità dell’aria a Portici

Il team Air Heritage continua la sua focalizzazione per migliorare la qualità dell’aria a Portici, città dalle dimensioni non particolarmente estese. Nel mondo, le caratteristiche dell’aria che respiriamo, nonostante gli sforzi delle autorità pubbliche, continuano a essere una preoccupazione primaria per la salute umana. Le reti di monitoraggio regolatorio sono strumenti essenziali per stabilire i livelli di purezza o inquinamento dell’aria, ma i punti di monitoraggio sono ancora troppo pochi per catturare la variabilità spaziale degli inquinanti in un ambiente complesso come quello cittadino.

Per affrontare questo problema, il team AH sviluppa una rete di dispositivi mobili e fissi per coinvolgere i cittadini e per ottenere la risoluzione spazio temporale voluta inerente alla qualità dell’aria. A questo scopo, un importante passo preliminare è decidere la posizione dei nodi di monitoraggio fisso, al fine di massimizzare l’informazione, minimizzando i costi totali.

L’obiettivo dello studio oggetto di questo articolo è stata la generazione di una mappa di adeguatezza per l’installazione dei nodi della rete.

L’analisi di adeguatezza è stata condotta basandosi sulla geografia delle emissioni e del paesaggio urbano cittadino. «Elaborando le informazioni circa la configurazione delle emissioni e degli effetti canyon, siamo stati capaci di identificare le aree hotspot caratterizzate da una grande varianza dei parametri di inquinamento atmosferico», riporta Grazia Fattoruso, full researcher di ENEA, che ha guidato lo studio congiunto ENEA-Università “Federico II” di Napoli.

«Le centraline di monitoraggio a basso costo, così localizzate da tecnici del Comune di Portici, saranno in grado di fornire il contenuto informativo che manca alle reti regolatorie e ai modelli predittivi attuali, in modo da ottenere una mappatura ad alta risoluzione della qualità dell’aria», conclude Saverio De Vito, coordinatore scientifico del progetto AH.

Clicca qui e leggi l’articolo completo sul tema, pubblicato sulla rivista “Atmosphere”

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