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La città di Portici

Portici, situata tra il golfo di Napoli e le pendici del Vesuvio e attraversata dai boschi della Reggia borbonica, è una città di 4,5 km² con circa 54 mila abitanti. 

Le prime notizie inerenti al luogo risalgono al 728 d.C., ma solo nel Medioevo l’insediamento acquistò importanza. L’eruzione del Vesuvio del 1631 compromise gravemente la zona che, sotto il dominio dei Borbone, rifiorì. Carlo III volle la costruzione della Villa Reale, iniziata nel 1738, e del Porto del Granatello, iniziata nel 1774, che resero Portici un vero e proprio gioiello dell’area vesuviana. A impreziosire ulteriormente l’area, le numerose ville edificate da nobili partenopei, che scelsero la zona per la bellezza dei paesaggi e per la salubrità dell’aria e fecero di Portici uno dei quattro comuni del cosiddetto Miglio d’oro del settecento napoletano. 

Emblema dello sviluppo economico di Portici fu l’inaugurazione, il 3 ottobre 1839, del primo tratto ferroviario italiano: la linea Napoli-Portici. Sempre in zona Pietrarsa, Ferdinando II di Borbone fece anche costruire uno stabilimento siderurgico, che divenne il maggiore del Regno delle due Sicilie. Purtroppo, il 6 agosto 1863, le Officine di Pietrarsa furono luogo della prima strage post Unificazione compiuta dal Regio Esercito contro operai in sciopero.


Nel Palazzo Reale nel 1872 fu istituita la Scuola superiore di agricoltura di Portici. L’Istituto fu aggregato alla Università degli Studi di Napoli “Federico II” nel 1935, divenendo così Facoltà di Agraria. 
Portici ha oggi un’economia basata soprattutto sul commercio. Non mancano imprese agricole, che coltivano principalmente prodotti tipici del territorio, e piccole industrie soprattutto del settore navale. 

Tra i siti maggiormente visitati di Portici, la Reggia, nel cui parco ha sede l’Orto botanico, istituzione di grande importanza naturalistica e scientifica, il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, di enorme importanza storica, il porto del Granatello.