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Le polveri sottili

Un indice molto importante per valutare la qualità dell’aria è la misura del PM (Materia particolata), che identifica una delle numerose frazioni in cui viene classificato il particolato, il materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche.

Il PM misura la concentrazione delle polveri sospese in aria: è una misura gravimetrica, pesa la polvere contenuta in un metro cubo di aria. Ci sono due particolari categorie di polveri, PM10 e PM2,5, e sono le più legate alle problematiche respiratorie correlabili a queste polveri. Il PM10 misura polveri che vengo trattenute a livello del naso e della trachea. Mentre il PM2,5 misura polveri che possono arrivare fino agli alveoli polmonari e sono quelle che possono dare più problematiche inerenti alla salute. Quindi la misurazione di queste due categorie è importante per stabile la qualità dell’aria.

Va sottolineato che la misurazione delle polveri non è una misurazione sulla composizione chimica delle polveri: le polveri sollevate dal vento, per esempio, su di una spiaggia sono semplicemente polveri sospese e sono innocue. Le polveri del traffico cittadino oppure quelle sprigionate dal fumo della sigaretta, invece, possono essere pericolose. La misura delle polveri sottili va correlata anche con altri indici che sono quelli della composizione del gas, per esempio, l’NO2 (Ossido di Azoto) oppure il CO (Monossido di Carbonio) che insieme alla misura delle polveri danno un effettivo indice della pericolosità dell’aria che stiamo respirando.